Documenti del coordinamento FIAB Nord Ovest

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Il regolamento del coordinamento

I verbali

La nascita del coordinamento nel 2005

Segnaletica itinerari ciclabili ed escursionistici di Regione Piemonte: linee-guida_segnaletica-unitaria-integrata


Il regolamento

Regolamento, versione approvata il 16 gennaio 2016

Regole di funzionamento del Coordinamento interregionale FIAB Nord-Ovest

  1. E’ costituito il Coordinamento interregionale FIAB del Nord-Ovest, a cui aderiscono tutte le Associazioni FIAB di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.

  2. Il Coordinamento è organizzato da un Coordinatore eletto, con maggioranza semplice, dai Presidenti delle Associazioni del Coordinamento. Il mandato del Coordinatore ha durata di due anni ed è rinnovabile per sole due volte.

  3. Il Coordinamento si riunisce almeno due volte all’anno. Le riunioni possono svolgersi anche con partecipazione a distanza.

  4. La convocazione è fatta dal Coordinatore alle Associazioni e ai consiglieri nazionali presenti nelle Regioni, ed inoltrata per posta elettronica almeno 15 giorni prima della data della riunione.

  5. Le riunioni si intendono valide se vi partecipa la maggioranza semplice delle Associazioni. Alla riunione partecipano con diritto di voto, uno per Associazione: i Presidenti delle Associazioni e in caso di impedimento ciascun Presidente può anche delegare un membro dell’Associazione. La partecipazione di altri soci è consentita ma senza diritto di voto.

  6. Le delibere del Coordinamento interregionale sono impegnative per tutte le Associazioni aderenti.

  7. Le iniziative annuali del Coordinamento vanno approvate possibilmente prima della redazione dei programmi delle Associazioni. Iniziative estemporanee che potrebbero modificare i programmi associativi, deliberate dal Coordinamento stesso, devono avere carattere di necessità o di collettivo e superiore interesse.

  8. Il coordinatore si occupa di tutti gli aspetti relativi alla comunicazione interna ed esterna. E’ delegato a curare i rapporti con le amministrazioni e gli enti di livello regionale e sovra regionale, con le aziende di trasporto regionali e sovra regionali e con tutti i soggetti pubblici e privati che si rivolgono al coordinamento per iniziative riconducibili agli scopi statutari della FIAB.

  9. Il Coordinatore nello svolgimento del proprio mandato, si atterrà inoltre alle norme statutarie e regolamentari FIAB nonché alle mansioni che la FIAB stessa vorrà affidargli.

  10. Per il finanziamento dell’attività del Coordinamento e le spese previste dal Coordinatore per lo svolgimento delle proprie funzioni, le Associazioni versano una quota per socio (calcolato sui soci dell’anno precedente) uguale per tutte, il cui ammontare deve coprire tutte le necessità sulla base di un preventivo annuale e di un consuntivo finale delle spese approvati dal coordinamento delle associazioni. Tali necessità possono anche essere coperte da singole iniziative di autofinanziamento. Restano a parte le spese coperte direttamente da FIAB per lo svolgimento delle funzioni previste dal regolamento FIAB nazionale e del Coordinamento.

  11. Il Coordinamento opera nel territorio in rappresentanza della FIAB. Eventuali incarichi per consulenze e servizi che le istituzioni conferiscono al Coordinamento sono da intendersi conferiti alla FIAB che sarà chiamata ad apporre la firma per rendere valida la consulenza o il servizio. Lo svolgimento di tali incarichi, la ripartizione dei compensi e la rendicontazione delle spese è normata da accordi scritti tra il Coordinamento Nordovest e FIAB.

  12. Il presente regolamento potrà essere modificato, a maggioranza semplice, dall’assemblea delle Associazioni che ne fanno parte.


I verbali


La nascita del Coordinamento nel 2005

Nasce a Saluzzo nel piovoso aprile 2005 il Coordinamento Fiab del Nord Ovest. I delegati delle associazioni piemontesi e liguri si accordano per un programma condiviso da portare avanti nei prossimi anni. La Rete nazionale di Bicitalia è troppo rarefatta nelle nostre regioni, va intensificata e aggiornata con le integrazioni suggerite dai soci praticanti servendosi della viabilità secondaria segnalata ad uso promiscuo. Si propone un’indagine dettagliata del territorio per giungere alla redazione di un progetto da sottoporre all’attenzione delle istituzioni regionali insieme all’indicazione della strategia più rapida ed economica rispetto alla realizzazione delle piste ciclabili. Benedette siano le piste ciclabili, ma troppo spesso, in base alla presente normativa, sono distribuite “a pioggia” in interventi locali scollegati, privi di una visione più ampia del territorio. E’ nostra intenzione la definizione di alcuni percorsi prioritari, le dorsali interregionali connesse alla rete nazionale ed europea.

Il primo passo sarà il posizionamento della segnaletica specifica lungo i percorsi, con impegni finanziari relativamente bassi a cui potranno partecipare anche le amministrazioni locali. I finanziamenti regionali saranno in seguito destinati agli interventi necessari per risolvere i punti di conflitto can la viabilità maggiore o con gli ostacoli naturali. Tratti di piste ciclabili dove veramente servono, finalmente inserite nel disegno strutturale della Rete, pedancole ciclo-pedonali, sedimi delle ferrovie dismesse e alzaie dei canali opportunamente riutilizzati. In appoggio ai progetti si propongono anche manifestazioni cicloturistiche attraverso i siti più rappresentativi della futura Rete, che negli anni seguenti produrranno eventi importanti, come la “BiciTanaro” da Ceva ad Asti, le pedalate nel retroterra di Sestri Levante e di Chiavari, quelle dalla Valle Susa a Torino e nel corrente anno da Domodossola a Casale Monferrato.

Nel 2006 il Coordinamento incomincia a funzionare: messe insieme ed elaborate le indicazioni fornite dalle associazioni liguri e piemontesi, nel Cicloraduno di Novara siamo in grado di mostrare all’assessore regionale del Turismo, Giuliana Manica insieme ad altri amministratori, il primo documento della possibile Rete ciclabile, comprendente gli itinerari di primo e di secondo livello distinguendo anche le varie tipologie delle strade, già segnalate o non, delle piste esistenti e degli interventi necessari. Si registrano le prime condivisioni e promesse per il Piemonte e l’anno seguente, nel corso del Cicloraduno di Sestri Levante, si confermano gli ulteriori apprezzamenti delle amministrazioni riguardo alla variante della “Via dei Pellegrini” lungo il Levante ligure. Nel frattempo la Riviera di Ponente mette in cantiere la riqualificazione della fascia costiera con il recupero graduale della ferrovia dismessa lungo le scogliere, le spiagge e le località marinare. Le prime realizzazioni lasciano intendere che sarà uno dei percorsi ciclabili più prestigiosi d’Europa e sarà nostra intenzione allacciarlo ai nostri itinerari in progetto, principalmente alla “Svizzera-Mare”, dal Cantone Ticino alla Riviera dei Fiori. Un percorso incantevole dai laghi prealpini alle risaie padane, dai rinomati colli del Monferrato e delle Langhe all’Alta Valle Tanaro, dove in pochi chilometri si passa dai boschi e dalla lavanda agli ulivi e alle ginestre della costa.

Il risultato più confortante arriva nel 2008. La Regione Piemonte acquisisce il nostro progetto e stabilisce con noi un rapporto di collaborazione permanente. Alcuni funzionari dei Settori Trasporti e Turismo effettuano insieme a noi una serie di incontri con le Province al fine di ottenere la condivisione del progetto di Rete regionale di primo livello a cui l’assessore dei Trasporti, Daniele Borioli, promette di dare priorità attraverso i finanziamenti previsti dalla prossima Legge regionale. Dopo quattro anni di lavoro incominciamo a vedere i primi segnali incoraggianti, nonostante la crisi economica in atto.

Ci attendono ancora lunghe attese e pazienti confronti con le amministrazioni provinciali e comunali. Tuttavia ci consola la constatazione che gli utenti della bicicletta stanno aumentando e che anche nei comitati cittadini di quartiere si incomincia a reclamare il diritto di pedalare in sicurezza. Se inizierà anche a calare l’ubriacatura dei motori e della velocità, come sta accadendo anche per forza maggiore, ci auguriamo che almeno le prossime generazioni possano godere del nostro silenzioso operato, magari dedicandoci un pensiero riconoscente.

dicembre 2008

Aldo Tichy