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Ciclofficine e ciclisti non devono chiudere. Sono attività necessarie !

Come la Fiab al Governo, così la Consulta della mobilità ciclistica e della moderazione del traffico di Torino scrive al Comune di Torino e alla Regione Piemonte. Questo il testo firmato in data 25/03/2020 da Samuele Bavuso presidente della Consulta.

La Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico prende atto della richiesta fatta dall’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ed appoggiata da Salvaiciclisti
prima e da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) poi, in cui viene chiesto esplicitamente al Governo Conte di considerare le ciclofficine come attività essenziali per la collettività.
Il motivo è semplice: nel DPCM del 22 marzo si legge al punto D del comma 1 dell’articolo 1 che “restano sempre consentite le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1”. A gennaio la Consulta ha inviato le proprie osservazioni sulle poche tutele che toccano ai riders e ai
ciclofattorini: oltre a chiedere che il servizio venga svolto in sicurezza sia per gli operatori che per i fruitori, ravvisiamo che
in questo momento delicato, la loro funzione è fondamentale per la consegna di beni di prima necessità (cibo e medicinali, soprattutto agli anziani), quindi a ben vedere fanno parte di quella filiera che viene citata nell’articolo.
Secondo le ultime disposizioni governative, le Regioni e i Comuni possono adottare misure più restrittive, mentre la Consulta vi chiede di permettere alle ciclofficine di rimanere aperte, o in alternativa, se non è nelle Vostre prerogative, di fare pressione sul Governo affinché correggano le limitazioni e le facciano rientrare tra le attività necessarie.