
La ciclabile umana che si è formata questa mattina nel controviale di corso Regina Margherita contava qualche centinaio di persone che con le loro biciclette hanno "protetto" la corsia ciclabile su cui ieri è stato travolto e ucciso il bambino che pedalando insieme al suo papà stava andando a scuola.
Le voci e le emozioni che si percepivano nel flashmob andavano dalla rabbia allo sconforto fino alle lacrime, ma in molti prevaleva l'urgenza di chiedere all'amministrazione comunale di avere il CORAGGIO di intraprendere azioni volte a mettere in sicurezza le strade, a ridurre la velocità ed il numero dei veicoli a motore.
A questo proposito condividiamo il comunicato stampa Basta morire in strada della Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico – organo ufficiale del Consiglio Comunale della Città di Torino. Di cui riportiamo alcuni passi salienti. La corsia ciclabile, che il bambino stava percorrendo, doveva indicare a chi era alla guida che, se non aveva spazio sulla propria corsia e doveva spostarsi sulla corsia ciclabile, doveva stare dietro al bambino, rispettare il suo spazio e proteggerlo, prevedendo che potesse anche sbandare. Chiediamo nuovamente che la Città provveda a chiudere i controviali al traffico, lasciandoli solo a disposizione di pedoni e ciclisti, con transito a passo d'uomo per chi deve entrare/ uscire da case e cortili e limitatamente all'isolato interessato. Chiediamo che la politica si attivi subito in questa direzione, perché da subito il numero di morti sulle strade di Torino deve essere uguale a zero!
Cogliamo l'occasione per ringraziare della partecipazione i nostri soci volontari, che hanno poi proseguito insieme in corteo, dopo che alle 8.30 si è sciolta la ciclabile umana e davanti al luogo dell'investimento è stata deposta una piccola bicicletta bianca, per raggiungere piazza Palazzo di Città, dove hanno preso la parola oltre i rappresentanti delle associazioni e dei comitati spontanei promotrici del flashmob:
In conclusione occorre un cambio culturale che deve partire dalle istituzioni facendosi guidare dal motto "strade per le persone", assumendosi il rischio di essere impopolari.
Resta la lapalissiana constatazione che le nostre città sono piene di auto anche troppo grandi.
69 automobili per 100 abitanti (compresi minorenni e non patentati)
Sui nostri Social Foto e Video del flashmob.
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